Dietrich Bonhoeffer trascorre da prigioniero il lasso di tempo compreso fra il 5 aprile 1943,giorno del suo arresto, e il 9 aprile 1945 giorno della sua impiccagione nel campo di concentramento di Flossemburg, a 39 anni da poco compiuti.
Teologo e pastore protestante, era fuggito dalla Germania verso gli Stati Uniti nel 1939 e solo dopo un mese e mezzo vi ritornava, per farsi responsabile della colpa e della storia del suo popolo.
Incriminato come membro della cospirazione che voleva decapitare il nazismo, Bonhoeffer visse una prigionia insieme privilegiata e drammaticamente lacerante.
Nello spazio del carcere le riflessioni e la testimonianza di un cristiano che deve fare i conti con la sua responsabilità politica, rivendicano per Dio un posto nel mondo divenuto maggiorenne.
Bonhoeffer è diventato martire rendendosi colpevole, di fronte alla legge, di una trasgressione politica, motivata dall’adesione alla causa di Cristo.
“COLLOQUIO POSSIBILE” tenterà di aprire qualche spiraglio nella straordinaria personalità di Bonhoeffer, attraverso la testimonianza di un dialogo a distanza tra il pastore Dietrich e la giovane Maria, la fidanzata alla quale si lega poco prima di essere arrestato.
Emozionante questa relazione d’amore piena di rinunce, incompiuta eppure così completa, piena di attese, di speranza, di gioia, vissuta nella stagione più dura della 2° Guerra Mondiale.
Grazie alla preziosa opera di riordino, catalogazione e pubblicazione postuma da parte dell’amico Eberhard, delle lettere (ai genitori, a Eberhard, agli amici) e degli scritti dal carcere, giunti a noi sotto il titolo di “Resistenza e Resa”,oggi siamo interrogati dalla parole di chi si chiedeva con forza e rigore come si potesse parlare di Dio e con Dio, anche nel mezzo della difesa estrema della libertà
“…qualunque cosa accada
attendiamo confidenti.
Dio è con noi
Alla sera e al mattino
e…in ogni nuovo
giorno.”
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