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15 Settembre
Beata Vergine Maria Addolorata
 
 

Il senso di pia compassione del popolo cristiano viene espresso nell'immagine della « pietà », cioè della Vergine Addolorata che regge sulle ginocchia il figlio morto appena deposto dalla croce. P- il momento che riassume l'indicibile dolore di una passione umana e spirituale unica: la conclusione del sacrificio di Cristo, la cui morte sulla croce è il punto culminante della Redenzione. Ma come la morte di Cristo è già implicita, quasi in germe, fin nel primo momento della sua esistenza d'uomo, anche la compassione è implicita nell'iniziale « fiat mihi secundum verbum tuum ». Come madre, Maria accetta o subisce implicitamente la sofferenza di Cristo, in ogni momento della sua vita. Ecco perché l'immagine della « pietà », tipica dell'arte gotica tardiva e del Rinascimento (la più nota è quella scolpita dal ventenne Michelangelo) esprime solo un momento di questo dolore della Vergine Madre.
La devozione, che precede la celebrazione liturgica, ha fissato simbolicamente a sette i dolori della Corredentrice, corrispondenti ad altrettanti episodi narrati dal Vangelo: la profezia del vecchio Simeone, la fuga in Egitto, lo smarrimento di Gesù a
dodici anni durante un pellegrinaggio alla Città santa, il viaggio di Gesù al Golgota, la crocifissione, la deposizione dalla croce, la sepoltura. Ma poiché l'oggetto del martirio di Maria è il martirio del Redentore, dal secolo XV si ebbero le prime celebrazioni liturgiche sulla «compassione » di Maria ai piedi della Croce, collocate nel tempo di Passione o dopo le festività pasquali. Nel 1667 l'ordine dei Serviti, interamente dedicato alla devozione della Madonna (i sette santi fondatori nel XIII secolo avevano istituito la « Compagnia di Maria Addolorata») ottenne l'approvazione della celebrazione liturgica dei sette Dolori della Vergine, che durante il pontificato di Pio VII venne accolta nel calendario romano e ricordata nella terza domenica di settembre.
Pio X fissò la data definitiva del 15 settembre, conservata nel nuovo calendario liturgico, che ha mutato il titolo della festa, ridotta a semplice memoria: non più «Sette Dolori di Maria», ma meno specificamente e più opportunamente: « Vergine Maria Addolorata». Con questo titolo noi onoriamo in particolare il dolore di Maria accettato nella redenzione mediante la croce. E presso la croce che la madre del Cristo crocifisso diviene madre del corpo mistico nato dalla Croce, cioè noi siamo nati, in quanto cristiani, dal mutuo amore sacrificale e sofferente di Gesù e di Maria. Ecco perché oggi si offre alla nostra devota e affettuosa meditazione l'« Addolorata».

(tratto da www.lalode.com

Dai "Discorsi" di San Bernardo, abate.
Il martirio della Vergine viene celebrato tanto nella profezia di Simeone, quanto nella storia stessa della passione del Signore. Egli è posto, dice del Bambino Gesù il santo vegliardo, quale segno di contraddizione, e una spada, dice poi rivolgendosi a Maria, trapasserà la tua stessa anima (Lc 2, 34-35). Una spada ha trapassato veramente la tua anima, o santa Madre nostra! Del resto non avrebbe raggiunto la carne del Figlio se non passando per l'anima della Madre. Certamente dopo che il tuo Gesù, che era di tutti, ma specialmente tuo, era spirato, la lancia crudele non poté arrivare alla sua anima. Non meravigliatevi, o fratelli, quando si dice che Maria è stata martire nello spirito. Si meravigli piuttosto colui che non ricorda d'aver sentito Paolo includere tra le più grandi colpe dei pagani, che essi furono privi di affetto. Questa colpa è stata ben lontana dal cuore di Maria, e sia ben lontano anche da quello dei suoi umili devoti. Qualcuno potrebbe forse obiettare: Ma non sapeva essa in antecedenza che Gesù sarebbe morto? Certo. Non era forse certa che sarebbe ben presto risorto? Senza dubbio e con la più ferma fiducia. E nonostante ciò soffrì quando fu crocifisso? Sicuramente e in modo veramente terribile. Del resto chi sei mai tu, fratello, e quale strano genere di sapienza è il tuo, se ti meravigli della solidarietà nel dolore della Madre col Figlio, più che del dolore del Figlio stesso di Maria? Egli ha potuto morire anche nel corpo, e questa non ha potuto morire con lui nel suo cuore? Nel Figlio operò l'amore superiore a ogni altro amore. Nella Madre operò l'amore, al quale dopo quello di Cristo nessun altro amore si può paragonare.