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Chi è don Ambrogio? Parroco e "fratello maggiore" ...
 
 

Questo è stato il primo editoriale che don Ambrogio, neo parroco di Madonna in Campagna, scrisse su Incontro del dicembre 1989, un editoriale che interrogò molti di noi, capace ancora oggi di suscitare domande. Quell'invito a vederlo come un "fratello maggiore" nella fede non si stanca mai di ripetercelo, è un dono in più per la comunità.

 

 

HAI UN FRATELLO MAGGIORE ...


Un uomo in punto di morte chia­mò al suo letto il suo unico figlio, quello che amava ed in cui vedeva la continuazione della sua vita, per dirgli gli ultimi consigli e per dargli la sua benedizione.

Gli disse: "Figlio mio, il mondo è difficile, la vita che ti aspetta è dura: bada bene attorno a te, osserva ogni cosa, cerca di non lasciarti sopraffare dalle difficoltà. Bada bene a dove metti i piedi: perché la vita è come un cammino difficoltoso per gli ostacoli, per i burroni, i sassi, il fango: se tu saprai osservare bene la tua strada, se saprai scegliere bene dove posare il piede, allora attraverserai indenne questo lungo cammino della vita. Come ho fatto io".

Il figlio accolse dalle labbra del padre questi ultimi consigli come la cosa più preziosa e visse, da allora, esattamente secondo gli insegna­menti paterni. Attraversò torrenti, camminò su pietraie, percorse stra­de asfaltate, incontrò strade di cam­pagna. Non inciampò mai, non si trovò sprovvisto davanti alle diffi­coltà del percorso; nemmeno una volta gli capitò di cadere, riuscì a custodire ciò che portava con sé nei suoi viaggi.

Consumò un solo paio di scarpe in tutta la sua vita. Fu stimato da molti per la sua prudenza, fu indica­to come modello di comportamento e di avvedutezza. E fu così che concluse la sua vita... tutto attento ad osservare la strada su cui posa­re il suo passo, non ebbe mai i! tempo e l'opportunità di alzare gli occhi al cielo e di vedere le stelle.

Qualcuno mi chiederà: è una storia questa? No, carissimi lettori, è un fatto realmente accaduto. Dove? Accanto a voi, non ve ne siete accorti? Non avete mai incon­trato persone che vivono così? Senza alzare gli occhi ai cielo ad ammirare le stelle? "Non ho tempo" ... Questa frase infelice e disgrazia­ta brucia le ispirazioni dello spirito, uccide i suggerimenti della coscien­za, chiude al soffio di Dio.

E poi? E dopo che cosa ti reste­rà fra le mani? Ah, ecco che voi preti siete bravi a parlare dell'aldilà ... dirà qualcuno. Perché? Gli ri­spondo io. non è forse vero?

Non hai forse tutti i giorni sotto gli occhi che ciò che resta, alla fine, è solo DIO?

E allora, cristiano, alza gli occhi al cielo!! E scoprirai che non solo ti aspettava un futuro, ma anche il tuo presente sì trasforma! Proverai a camminare senza più l'assillo del­l'imprevisto, perché ogni cosa che ti capiterà non ti farà dimenticare che Dio è con te. Non temerai la cattiveria umana, perché tu sai che Dio conosce tutto e tutto sa indiriz­zare, oggi o domani, a tuo bene. Vivrai la generosità che farà di te un uomo dal cuore grande; come Dio, che fa piovere sul campo del giusto e del malvagio. Non distinguerai tra chi è nato nella terra che tu dici tua e quello che ha percorso chilometri per trovare un suo secondo paese: perché ogni uomo è tuo fratello e, insieme, non abbiamo che un solo Padre. Vivrai la vita. Sarai più uomo. Ma devi saper alzare lo sguardo, devi "perdere tempo" a guardare le stelle.

lo ti farò da guida, se vorrai, lo ti aiuterò a far silenzio in te e a dare il tuo tempo a ciò che non passa. Tu potrai sapere che hai un fratello maggiore che ha già fissato lo sguar­do nel cielo e vi ha letto il destino dell'uomo. Se tu vorrai, potrai cam­minare con lui. E lui, così, dirà a te il suo "grazie" per l'affetto con cui lo hai accolto, con cui lo ami.

don Ambrogio