MILANO
Nei chiostri la parola si è fatta arte
La mostra per la quaresima promossa dal Centro pastorale rilegge il vangelo di Marco con le opere di quindici artisti contemporanei. Ne abbiamo parlato con Luciano Caramel, curatore dell'esposizione
Alla domanda irresistibile di Cristo agli apostoli riportata nei vangeli sinottici è dedicata quest’anno la mostra organizzata dal Centro pastorale dell’Università Cattolica in occasione della quaresima: Ma voi chi dite che io sia? Il vangelo secondo Marco. Concepita come un percorso in quindici tappe, la mostra, che durerà fino a pasqua, si snoda lungo i chiostri della sede di Largo Gemelli e illustra i più significativi episodi del testo di Marco con le opere (dipinti e sculture) di quindici artisti contemporanei che hanno accettato di interrogarsi sul mistero pasquale, allo stesso modo in cui i discepoli non hanno saputo sottrarsi al fascino del quesito di Cristo sulla sua identità.
In esposizione sono presenti pittori come Maurizio Bonfanti, Gaetano Orazio, Mayumi Ino e scultori come Lorenzo Mangili, Giovanni Campus, Salvatore Nicola e Nado Canuti. Artisti diversissimi per età, provenienza geografica e stile, ma «accomunati da una speciale sensibilità », come spiega Luciano Caramel, docente di storia dell’arte contemporanea e curatore scientifico della mostra. «La selezione non è stata facile. Cercavamo artisti, non importa se religiosi o meno, che avessero la sensibilità adatta per confrontarsi con i temi del soprannaturale e del trascendente. La difficoltà maggiore è stata per le opere che avrebbero illustrato i momenti successivi alla crocifissione. Qui o c’è la fede o serve una grandissima attenzione per il trascendente».
A guidare il lavoro di Caramel e di Cecilia De Carli, l’altra curatrice della mostra, è stata l’idea che gli artisti dovessero essere «contemporanei, cioè viventi, persone con cui potevamo parlare e discutere», continua Caramel. Il risultato è qualcosa di vivo e appassionato, anche perchè «gli artisti hanno scelto da soli a quali degli episodi evangelici volevano ispirarsi sulla base delle loro inclinazioni e del loro gusto personale. Non ci interessava l’opera bella di per se stessa. La mostra non ha una funzione apologetica o trionfalistica. È un’operazione che nasce da un’esperienza comunitaria».
Così la parabola del seminatore ‘riletta’ dalla pittrice giapponese Mayumi Ino acquista una veste nuova e personalissima. Nella raffigurazione degli animali del bosco e degli uccellini nascosti tra i fili d’erba, là dove si perdono i semi gettati dal contadino, si rivelano l’attenzione orientale per le piccole cose e una sensibilità romantica per la natura che arricchiscono la stringatezza del dettato evangelico. L’episodio del velo squarciato del tempio, invece, nell’opera dello scultore Giovanni Campus (quattro elementi spioventi che ricordano una croce spezzata che si ricompone a seconda della prospettiva da cui la si guarda) diventa la conferma del plasticismo potente e simbolico dell’artista, noto soprattutto per le sue grandi creazioni a cielo aperto.
Tutte le opere sono inedite e realizzate appositamente su commissione dell’Università Cattolica con il contributo della Fondazione Cariplo. A ogni ‘stazione’ un pannello riporta una sintetica biografia dell’artista e una scheda tecnica sull’opera in esame, mentre un breve commento spirituale illustra il significato religioso del passo evangelico cui si riferisce l’opera. Percorso artistico e umano si intrecciano. La parola oltre che carne, questa volta, si è fatta arte.
Alessandra Farina
Tratto da:
http://www2.unicatt.it/pls/catnews/consultazione.mostra_pagina?id_pagina=13023
Ma voi, chi dite che io sia? Il Vangelo di Marco Arte e spiritualità nel chiostro dell’Università Cattolica del Sacro Cuore 7 marzo – 22 aprile 2007 Mostra realizzata dal Centro Pastorale – Sede di Milano ©2007 Centro Pastorale – Università Cattolica del sacro Cuore |