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CHIARA LUBICH E' TORNATA AL PADRE
 
 

Il profilo (1920-2008)

da INCROCINEWS

 

Chiara Lubich nasce a Trento il 22 gennaio 1920. Durante il fascismo vive anni di povertà: il padre socialista perde il lavoro a causa delle sue idee. Il suo nome di battesimo è Silvia. Assumerà quello di Chiara, affascinata dalla radicalità evangelica di Chiara d'Assisi. Partecipando, nel 1939, a Loreto ad un corso per giovani di Azione Cattolica, nel Santuario dove è custodita, secondo la tradizione, la casetta che aveva ospitato la Sacra famiglia, intuisce quale sarà la sua vocazione: una riproduzione della famiglia di Nazareth, una nuova vocazione nella Chiesa, il “focolare”, che molti avrebbero seguito.
Il 7 dicembre 1943 Chiara pronuncia il suo sì a Dio nella chiesetta dei Cappuccini di Trento. Aveva 23 anni. Gli inizi del Movimento dei Focolari sono segnati convenzionalmente da questa data. «In un rifugio antiaereo - racconta Chiara - apriamo a caso il Vangelo alla pagina del Testamento di Gesù: “Che tutti siano uno, Padre, come io e te”. Quelle parole sembrano illuminarsi ad una ad una. Quel “tutti” sarebbe stato il nostro orizzonte. Quel progetto di unità la ragione della nostra vita». Da questa “spiritualità dell'unità” si sviluppa il Movimento dei Focolari.
In poco più di 60 anni, raggiunge una diffusione mondiale (182 Paesi), con oltre 2 milioni di aderenti e una irradiazione di alcuni milioni, difficilmente quantificabile. La sua spiritualità è seguita da persone di ogni età, categoria, vocazione e cultura. Chiara dà il via a movimenti specifici: per le nuove generazioni, per le famiglie, per agire nel sociale e nella Chiesa. La pagina ecumenica del Movimento si apre nel 1961, nel tempo in cui Giovanni XXIII pone l'unità dei cristiani tra i primi scopi del Concilio. Chiara Lubich è la prima donna cristiana ad esporre la sua esperienza spirituale, nel 1981 in un tempio a Tokyo di fronte a 10.000 buddisti, e nel 1997 in Tailandia a monache e monaci buddisti. Nello stesso anno è nella storica Moschea “Malcolm X” di Harlem a New York, di fronte a 3.000 musulmani afro-americani. E poi rapporti con gli ebrei e con il mondo indù.

 

Il Messaggio di BENEDETTO XVI


In ascolto dei bisogni dell’uomo

“Ho appreso con profonda emozione la notizia della morte di Chiara, sopraggiunta al termine di una lunga e feconda vita segnata instancabilmente dal suo amore per Gesù abbandonato”. Così inizia il telegramma a firma di Papa Benedetto XVI giunto questa mattina. “In quest’ora di doloroso distacco”, il Santo Padre assicura la sua spirituale vicinanza “con affetto”, “ai familiari e all’intera Opera di Maria-Movimento dei Focolari che da lei ha avuto origine, come pure a quanti hanno apprezzato il suo impegno costante per la comunione nella Chiesa, per il dialogo ecumenico e la fratellanza fra tutti i popoli”. Il Papa ringrazia il Signore “per la testimonianza della sua esistenza spesa nell’ascolto dei bisogni dell’uomo contemporaneo in piena fedeltà alla Chiesa e al Papa”. Benedetto XVI esprime l’auspicio che “quanti l’hanno conosciuta e incontrata, ammirando le meraviglie che Dio ha compiuto attraverso il suo ardore missionario, ne seguano le orme mantenendone vivo il carisma”. Il Papa conclude invocando “la materna intercessione di Maria” e impartendo “a tutti” la sua benedizione apostolica.