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Tutto quello che facciamo è solo
una goccia nell'oceano, ma se non lo facessimo l'oceano avrebbe
una goccia in meno. Madre Teresa di Calcutta
La nota frase di Madre Teresa mi accompagna in questi giorni, rientrata dall’Angola dopo un’esperienza di un mese con i ragazzi del gruppo giovani dell’oratorio.
Un sogno nel cassetto … condiviso con i ragazzi che ha trovato attraverso l’Associazione V.I.D.E.S. (Volontariato Internazionale Donna E Sviluppo) il suo spazio di realizzazione.
Nelle nostre Parrocchie il volontariato ricopre diversi ambiti: la nostra Parrocchia vive questa realtà attraverso molte persone che, nel silenzio e nel nascondimento, servono quotidianamente la comunità. Tra le varie forme di volontariato credo che l’esperienza missionaria ad-gentes occupi un posto particolare nella crescita personale umana e cristiana di chi la vive. Ho azzardato la proposta ai giovani, e con loro mi sono messa in gioco, perché sono convinta che questa esperienza ti “cambia la vita” non lasciandoti più tranquilla nell’oggi che si vive quotidianamente.
Con i ragazzi ho vissuto un anno di formazione e riflessione con altri giovani d’Italia che desideravano fare la stessa esperienza in missione. E poi… ecco la destinazione: BENGUELA – Angola.
Il 26 luglio alle 19.30 dalla Malpensa partiva il volo per LUANDA (capitale dell’Angola) e il 28 con un viaggio di 692 Km in pulmino abbiamo raggiunto la missione delle FMA di BENGUELA.
La comunità delle suore ci ha accolto con grande gioia e disponibilità totale. La prolungata vacanza scolastica ordinata dal governo angolano in vista delle elezioni del 5 settembre scorso, hanno favorito la nostra attività con i bambini e ragazzi locali. Abbiamo potuto vivere con loro un vero e proprio ORATORIO salesiano. Al mattino nella missione stessa e al pomeriggio nei quartieri periferici della città per raggiungere tutti quei bambini e ragazzi che per lontananza non possono arrivare alla missione.
L’Angola è un Paese uscito dalla guerra solo nel 2002, vive una situazione di ripresa e ricostruzione a tutti i livelli. E’ facile quindi pensare alla povertà e alla miseria che abitano la popolazione angolana e quella africana in genere. Ciò nonostante vi assicuro che è chiara, forte e intensa la voglia di vivere che sprigiona dal volto di quella gente. Bambini, ragazzi, adulti,… tutti hanno un forte desiderio di vivere una “Vita piena e abbondante”.
Ho toccato con mano e ho vissuto con loro cosa significhi la frase di Gesù “ per la vostra vita non affannatevi di quello che mangerete o berrete, e neanche per il vostro corpo di quello che indosserete,… il Padre vostro celeste sa che ne avete bisogno. Non affannatevi per il domani… a ciascun giorno basta la sua pena.” Loro sì, vivono dell’Essenziale, vivono di ciò che è veramente importante: tutto viene vissuto ad un'altra dimensione. E’ facile per noi dire “è un’altra cultura” o piuttosto “è un altro mondo”! Per quanto cerchiamo di immaginare non riusciamo a capire. Aver camminato con loro lungo le strade angolane, aver mangiato alla stessa tavola, aver respirato la stessa aria, aver condiviso le gioie e le sofferenze della loro vita quotidiana, aver vissuto la speranza … mi permette di dire oggi-qui “è possibile vivere in un altro modo”.
Sono tornata a Gallarate contagiata da quella malattia che molti hanno preso: il mal d’Africa! Non passa più! Ma ti permette di vivere l’oggi e il qui ad un livello diverso. A nulla servirebbe fare una simile esperienza di un mese se non per vivere meglio l’oggi che la Vita ci dona, nel luogo dove sei e vivi quotidianamente il tuo progetto.
Cari amici, un Grazie particolare a voi per aver accompagnato con la preghiera e sostenuto con l’incoraggiamento e l’entusiasmo la nostra esperienza. Ora, con l’Angola nel cuore, continuo a servire il Signore in questa terra gallaratese. Ancora una volta posso dire: “… non importa il Dove, importa il Come e il per Chi.” GRAZIE
sr Vilma |